Manifesto per una civiltà della traccia
Ovvero: della responsabilità che resiste al presente. Il voto del 2 giugno 1946 “ha segnato il compimento di un atto di libertà senza precedenti” . Le parole del Presidente Mattarella, pronunciate al termine di una giornata di alto contenuto civile e istituzionale, lo hanno ricordato con la misura e la nettezza che gli sono proprie, ribadendo che il 2 giugno non è una semplice ricorrenza del calendario, ma un processo vivo che lega generazioni differenti entro una stessa continuità di destino democratico, e che la memoria, se vuole essere all’altezza di tale compito, deve tradursi in unità, maturità e capacità di pianificare il futuro del Paese. “Il 2 giugno 1946, il voto del popolo italiano segnò — dopo il ventennio fascista, la tragedia bellica, la lotta di Liberazione — una svolta nella storia del Paese, ponendo le basi per edificare, sulle solide fondamenta della Costituzione, un nuovo patto civile, ispirato ai principi di libertà, uguaglianza e solidarietà, spinto da una intensa s...