Perché “Pensieri Manifesti”?
Ci sono pensieri che rischiano il fiato corto, altri la cui durata potenziale si misura solo dopo un confronto serrato. Infine, alcuni che nel loro incedere diventano manifesti, ovvero palesi, chiari, evidenti.
Manifesti anche nell’uso sostantivo dell’aggettivo manifesto, che rende noti i principi ispiratori di una causa, di una corrente, di un gruppo di persone.
Vorrei provare a concentrarmi su piccole cose, quotidiane o universali, che, in un determinato arco di tempo, sono state utili per la mia crescita umana o professionale.
Alla vista possono apparire come pensieri caotici, casuali, slegati tra loro.
Al tatto potrebbero sembrare composti di materiali diversissimi.
All’udito possono risultare provocazioni fastidiose e, al gusto, di consistenza tannica elevata.
Riproporli qui potrebbe generare approfondimenti, sviluppare confronti, farmi cogliere dettagli di cui non ho prestato la giusta attenzione.
Perché – sapete – capita spesso di guardare e non vedere, come capita di sentire senza ascoltare.