Chi sono io?

Mi chiamo Luca Montani, mi sono formato con studi di filosofia, teologia, antropologia.

Oggi, dopo trentacinque anni di attività (nel 2025), sono un esperto in comunicazione pubblica e istituzionale.

Ha ragione Douglas Coupland. Ho vissuto la fase cruciale del passaggio dall’era analogica a quella digitale e appartengo alla generazione X, con un certo piglio di soddisfazione, peraltro, perché ho dimestichezza sia con il telefono a gettoni sia con
l’ultimo smartphone.

Sono stato insegnante, amministratore delegato, consulente strategico per la Pubblica Amministrazione, per grandi aziende e per il terzo settore, spin doctor e coordinatore di piccole e grandi campagne elettorali, ideatore di format culturali e della Drammascultura (una particolare tecnica di animazione teatrale utilizzata nella formazione di impresa e nel public speaking).

Dopo un decennio di insegnamento, ho ideato insieme a Omar e Riccardo uno dei
primi café letterari italiani, dove sono passate decine di autori e autrici. Ricordo con
affetto soprattutto Fernanda Pivano, Dario Fo, Ben Pastor, Michele Placido.
Successivamente sono entrato come amministratore delegato in una società di
comunicazione pubblica.

Ho realizzato piani di rebranding e di posizionamento strategico per marchi
internazionali e opinion leader, ideato iniziative per lo stakeholder engagement,
studiato nuove tecniche per il public affairs.
Nel 2021 ho promosso il “Manifesto della Nuova Comunicazione”, sottoscritto da
numerosi protagonisti del marketing e della comunicazione.

Nel 2022 Forbes Italia mi ha annoverato tra i 100 volti del marketing e della
comunicazione in Italia.

Scrivo da sempre, anche se a vario titolo e senza committenze stabili.
Ho iniziato a pubblicare solo di recente. “Marta Destino” (2021), il mio debutto nella narrativa giallo-noir; “Alfabeto per la comunicazione etica post-pandemia” (2021); “I cittadini contano” (2023); “Lettere a una professoressa contro la disinformazione” (2024).

Di prossima uscita (2026) “Progettare l’errore. Assumersi il rischio della
sprovvedutezza con sufficiente margine di successo” e “La prima persona singolare
alle prese con il plurale” (2027).

Sono appassionato di libri (saggistica in particolare), teatro, danza, arte
contemporanea, cucina e pasticceria. Linguaggi che pratico con passione dall’età di
vent’anni, quando avevo i capelli lunghi e folti.

Ho praticato Savate e ho un’insana passione per il restauro di mobili e dipinti
 antichi.